Presentazione

Chi siamo e cos'è l'Archivio Flavio Beninati

L’ Archivio Flavio Beninati  ha come unico fine la raccolta di dati biografici, il più possibile precisi ed approfonditi, di persone italiane (per nascita o per naturalizzazione) che in qualsiasi epoca storica ed in qualsiasi campo d’attività abbiano lasciato, o stiano lasciando oggi, un contributo alla società attraverso il loro operato, sia nel bene che nel male, sia esso noto o sconosciuto.

La nostra attenzione, infatti, è principalmente rivolta a quei personaggi che necessitano più degli altri d’esser messi o rimessi in luce. Parlo di tutti quegli artisti, scienziati, inventori, compositori ed altri che la storiografia, per le ragioni più svariate, ha trascurato fino all’oblio o non ha mai preso in considerazione.

Il cuore di questo archivio sarà, dunque, un’insieme di biografie di stampo enciclopedico, raccolte dalle fonti più svariate, internet inclusa, attorno a ciascuna delle quali si aggiungeranno, nel tempo, degli approfondimenti critici, giornalistici, storici sia sottoforma di scritti che di video ed audio registrazioni, prodotti da studiosi o testimoni (nel caso di personaggi contemporanei) che vorranno collaborare col nostro progetto. Non abbiamo fini di lucro, ma il solo obiettivo conservativo e divulgativo, d’un patrimonio culturale, il nostro, che non ha eguali nel resto del mondo.

Perchè?

Perchè la cultura e la storia della cultura italiana hanno bisogno di grande partecipazione per sopravvivere.

E poi, lo sapevate che…

Il pianoforte, il cinema sonoro, ma anche il cinematografo di per se, il violino, il motore a scoppio, la nitroglicerina, l’elicottero moderno…e ancora le note musicali, il turismo, le prime banche, le prime università…per non parlare di ciò che quasi tutti sanno (ma soltanto in Italia): la radio, il telefono, l’elettricità, il telescopio e l’idea stessa dell’universo, il primo computer… insomma un intero universo di scoperte e di invenzioni sono state ingiustamente attribuite ad altri ma sono in realtà frutto della ricerca e del genio italiani.

Perchè porta il nome di Flavio Beninati?

Perchè a Flavio, che era mio fratello, così come a me stesso, stavano moltissimo a cuore le sorti di questo immenso patrimonio umano. Come me, anche Flavio si rattristava molto al constatare, ogni giorno di più, che ci stiamo smarrendo. Si rendeva conto che un uomo senza memoria non può funzionare e, conseguentemente, una società senza memoria non può funzionare neanch’essa. Viaggiando per il mondo, lui rispettosissimo delle altre culture, si dispiaceva nel constatare quanto poco o nulla i nostri artisti fossero celebrati o quanto poco o nulla i nostri compositori fossero eseguiti, spesso a tutto vantaggio di altri che avevano fatto propria la nostra cultura.

Quando, dunque, il 13 o 14 maggio del 2006 Flavio venne a mancare nel pochissimo civile primo reparto di rianimazione dell’Ospedale Civico di Palermo, dopo un lungo mese di coma, venne da sè che avremmo dovuto intitolare a Lui questo progetto d’archivio a cui abbiamo dedicato, insieme all’altro progetto dell’Associazione Flavio Beninati, che potete scoprire quì, tante enrgie e tanta dedizione nel corso degli ultimi 6 anni.

Insomma…

Insomma questo Archivio è intitolato a mio fratello ma dedicato all’Italia che è, a parte tutto, un paese assolutamente fuori dal comune, un posto straordinario in cui il più grande patrimonio artistico e culturale del mondo è ospitato in un territorio di immensa varietà di flora, di fauna, di paesaggi ed habitat naturali. Sono cose che, seppur sotto i nostri occhi, tendiamo a dimenticare, così come dimenchiamo che la storia di questo paese è la testimonianza del genio, della laboriosità e dell’ingegno dei popoli che vi hanno abitato nel corso dei millenni lasciando ciascuno la sua impronta: edificandovi templi e monumenti, città, borghi, porti e vie fluviali e persino cambiandone l’assetto naturalistico, creando boschi, foreste, laghi, bonificando zone paludose e prosciugando laghi naturali per farne campi coltivabili. Questi popoli insomma hanno adattato la natura alle proprie esigenze così come, in precedena, s’erano essi dovuti adattare a lei.

Oggi che quella natura che ha accompagnato la vita dell’uomo per millenni non è più l’unica, vivendo noi tutti in un mondo sempre più virtuale che sta modificando sempre più velocemente la nostra percezione delle cose, forse proprio per questo, sembrerebbe un vano esercizio di stile il voler costruire un’arca della memoria. Sono io il primo a rendermene conto, cionondimeno… tentar non nuoce.

Manfredi Beninati
Palermo, settembre 2011

Atto costitutivo (PDF)

 

 

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